Autore: Filippo Tommaso Marinetti

  • A Guido Strazza: “Al tuo giovane ingegno futurista”

    A Guido Strazza: “Al tuo giovane ingegno futurista”


    Da un testo di Maurizio Calvesi su Guido Strazza. Opere 1941–1999

    L’incontro con un altro poeta è all’origine della vicenda pittorica di Strazza: Filippo Tommaso Marinetti, che nel 1940 indisse a Roma una collettiva di aeropittori in cui Guido, diciottenne, espose per la prima volta.

    E qui, nel “vasel” dei ricordi di scuola, «Guido, i’ vorrei che tu e… l’a(ero)po(sia) ed io» fossimo messi… — potrei parafrasare il sommo vate — dal momento che anch’io (proprio nel 1941, studente ginnasiale) frequentavo Marinetti ed ero “aeropoeta”, verseggiando di quegli aeroplani che tu disegnavi.

    Posso dire che cosa Marinetti comunicava a un ragazzo di allora che accostasse la poesia — e penso fosse lo stesso per uno che accostava la pittura: comunicava un invito a prendere contatto con gli strumenti e le forme della vita moderna, ma anche un invito alla sintesi, all’essenzialità dell’espressione.

    Nei disegni a matita colorata di Strazza del 1942 (Il decollo, Volo, Volo notturno, Combattimento), le fusoliere degli aerei, il vortice della loro penetrazione o il turbine delle eliche sono già spunti di dinamismo astratto della linea, che nella leggerezza della sua traccia e nella riduzione delle forme annuncia, in modo davvero sorprendente, la ricerca a venire.