Autore: Marco Vivio

  • Codice degli appalti e crisi dell’architettura

    Nel nuovo Codice, il progetto esecutivo dell’architetto non è più al centro della gara d’appalto. E questo, soprattutto per le piccole opere, mette a rischio quella qualità diffusa dell’architettura che è nell’interesse di tutti i cittadini. Il problema del nuovo Codice è che non vengono più distinti i ruoli tra architetto e impresa realizzatrice. Il problema è: distinguere i ruoli!

    L’architettura è andata in crisi perché non è più l’architetto il garante della qualità, il difensore degli interessi della comunità. Il nuovo Codice affida all’impresa anche l’onere della progettazione — onere che le imprese (soprattutto le piccole imprese) non vogliono, perché hanno un altro compito, e sono esse stesse a chiedere progetti più definiti e dettagliati, purché redatti dall’Ente appaltante, cioè dall’architetto incaricato e vincitore di concorso.

    Occorre emendare il Codice degli appalti, rimettendo “a base di gara” il progetto esecutivo redatto dall’architetto, affinché sia quest’ultimo, nell’interesse della collettività, a disegnare personalmente i particolari costruttivi e decorativi dell’opera, a garanzia della qualità dell’architettura. Almeno per le piccole opere, quelle di importo “sotto soglia” comunitaria (€ 5.538.000). L’impresa ha un ruolo fondamentale, che non è quello di progettare, ma di realizzare l’opera sulla base del progetto esecutivo dell’architetto. Ha il diritto-dovere di fare utili, di rispettare gli impegni contrattuali e di contribuire, con il suo operato, al progresso sostenibile e al benessere della nazione.

    Il nuovo Codice degli appalti, anziché promuovere una riforma della Pubblica Amministrazione che ne aumenti l’efficienza, continua ad affidare oneri impropri alle imprese di costruzione. Questo Codice, incentivando le procedure negoziate e gli appalti integrati, ha tolto indipendenza all’architetto nel suo ruolo fondamentale di garante della qualità dell’architettura, bene di tutti.

    Video saluto in occasione della presentazione del 15 ottobre 2025, presso INASA – Palazzo Venezia, Piazza di S. Marco 49, Roma.