L’Arte degli Anni Santi. Roma 1300-1875. Presentazione del volume di + S.E. Mons. Rino Fisichella.

Lo scorso 9 maggio 2024, in una suggestiva cornice come l’atrio della basilica di San Pietro, il Santo Padre Francesco, ha indetto ufficialmente l’Anno santo 2025 consegnando la bolla Spes non confundit. La Chiesa in questo modo è introdotta ufficialmente nella preparazione al Giubileo.

Nella bolla il papa scrive: «transitare da un Paese all’altro, come se i confini fossero superati, passare da una città all’altra nella contemplazione del creato e delle opere d’arte permetterà di fare tesoro di esperienze e culture differenti, per portare dentro di sé la bellezza che, armonizzata dalla preghiera, conduce a ringraziare Dio per le meraviglie da Lui compiute». È un invito a contemplare la bellezza come segno di speranza che accompagna i gesti e i segni peculiari del Giubileo che, da secoli, si trasmettono essenzialmente immutati. Passano i secoli, le belle tradizioni rimangono.

L’istituzione è relativamente “giovane”. Era il 22 febbraio dell’anno 1300 quando papa Bonifacio VIII indisse il primo grande Giubileo con l’emanazione della bolla Antiquorum habet fide relatio, con effetto retroattivo, come avviene rare volte nella storia, concedendo ai romani che avrebbero visitato entro l’anno per ben trenta volte le basiliche di San Pietro e di San Paolo l’indulgenza plenaria, mentre per i pellegrini giunti da fuori sarebbero state sufficienti quindici visite.

Il Giubileo è un evento di popolo fin da questa sua prima celebrazione come testimonia il diario del cardinale Jacopo Stefaneschi, che annota un tumultuoso afflusso di fedeli romani alla basilica di San Pietro per ricevere l’indulgenza. Il pontefice intravide, in questa celebrazione, l’opportunità di concedere il dovuto ascolto al sensus fidelium, offrendo un segno tangibile del particolare momento di grazia che viene offerto al Popolo santo di Dio.

Questo momento di grazia si è espresso, nel corso dei secoli, attraverso il lavoro dei più grandi maestri dell’Occidente che hanno trasformato e plasmato la città di Roma tramite le loro produzioni artistiche e urbanistiche. Il Giubileo non può prescindere da Roma, l’Urbe è la Mater gentium che papa Clemente VIII invocava nella bolla di indizione del Giubileo del 1600 Annus Domini Placabilis nella quale il pontefice utilizzava il termine della «Felice città» la cui fede viene annunciata in tutto il mondo.

L’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo non può non passare per la via della bellezza, quella via pulchritudinis che san Tommaso d’Aquino nel Medioevo già indicava come via prediletta per la conoscenza di Dio, riprendendo l’insegnamento degli antichi che affermarono quanto la bellezza fosse splendore del vero.

La musica, la pittura, la scultura e ogni forma d’arte sono state messe al servizio del Giubileo e dei pellegrini che giungevano a Roma. Giotto, Dante, Palestrina, Caravaggio, Borromini e tanti altri hanno irrorato del loro genio le vie, le piazze e le chiese della Città Eterna proprio in occasione degli Anni santi, con opere che tutt’ora attirano visitatori da tutto il mondo, perché permangono come segni tangibili dell’esperienza spirituale compiuta da questi maestri d’arte. Per non dimenticare la costruzione di ponti, ospedali e case di accoglienza che fino ai nostri giorni attestano le stesse finalità.

Il rapporto tra arte e spiritualità è, infatti, da riscoprire e rileggere alla luce della visione che gli artisti volevano trasmettere ai posteri e, per farlo, è necessario analizzare attentamente la storia artistica degli anni giubilari. L’artista produce per il popolo e guarda al futuro in un’ottica di fede e di speranza che permettono alla sua opera di permanere nei secoli come segno visibile e indelebile nella Città Eterna.

«Pellegrini di speranza» è il motto scelto da Papa Francesco per questo Giubileo 2025 e, come tale indicato, la speranza è la virtù che trasmette bellezza e ingegno artistico. È bello ricordare che il Giubileo è cultura e che la cultura è una fonte primaria di evangelizzazione poiché essa è in grado di trasmettere a tutti, senza mediazioni, un’esperienza tangibile di quella Somma Bellezza che è Dio.

La bellezza non esclude nessuno e, per questo, toccherà i cuori di tutti i pellegrini e visitatori che si recheranno, da ogni parte del mondo, a Roma: ripercorrere la storia dei Giubilei attraverso l’arte permetterà non solo di ricostruire una storia di Roma e dell’Anno Santo ma fornirà un utile strumento affinché ogni pellegrino possa vivere il prossimo Giubileo come un vero momento di grazia e di speranza, nella consapevolezza di essere seduti sulle spalle dei giganti e di poter sperimentare la misericordia del Padre che non conosce limiti.

Un ringraziamento va rivolto ai curatori e agli autori di questo bel volume che in ogni pagina hanno impresso la bellezza del genio artistico. L’intuizione che muove questo capolavoro è riscontrabile ancora una volta nell’opera d’arte che permane nei secoli come segno tangibile del genio che l’ha prodotto per dare voce alla bellezza. All’Opera Romana Pellegrinaggi che si è fatta interprete e strumento di questo volume la gratitudine per consentire a quanti avranno tra le mani quest’opera di ammirare e contemplare la bellezza come memoria viva.

+ S.E. Mons. Rino Fisichella
Pro-Prefetto del Dicastero per la Nuova Evangelizzazione
incaricato dell’organizzazione del Giubileo 2025

La Soglia del Contemporaneo —

L’Arte degli Anni Santi. Roma 1300-1875. Presentazione del volume di + S.E. Mons. Rino Fisichella.