Esperienze Surreali

“Questa casa mi sta stretta” è un gioco surrealista al femminile dove la lingua riassume in sé diversi aspetti: quello della parola e del linguaggio e quello erotico-sensuale; è il simbolo per eccellenza della comunicazione, del dialogo e della libertà di parola e di espressione. La conchiglia, come “casa”, “rifugio”, invece, racchiude in sé un senso di protezione, di sicurezza ma, allo stesso tempo, di costrizione e di limite per la ricerca di sé. L’opera riassume in questo modo la volontà di emancipazione da stereotipi e canoni in cui si è ancora, purtroppo, rinchiusi.

L’arte, come il linguaggio, è una forma di resistenza ma anche una via più profonda per dire l’indicibile, per dare forma a ciò che ancora non ha un nome. È una voce che si alza, che chiede ascolto, che costruisce presenza anche per chi non ha possibilità di essere ascoltato.

L’opera si riferisce al mito di Orchis, un giovane greco bellissimo, androgino e molto intraprendente con le donne. Questi si invaghì di una sacerdotessa di Dioniso e cadde vittima della sua vendetta. Venne selvaggiamente sbranato dalle Moire, ma le altre divinità, che non accettarono che il bellissimo Orchis potesse essere dimenticato, vollero preservare il suo ricordo. Fecero dunque sì che, dai suoi resti, nascesse un fiore che, nella parte sotterranea della sua pianticella, riproducesse nei due bulbi le appendici anatomiche maschili, causa della sua libido e della conseguente disgrazia.

Qualche anno più tardi Teofrasto, considerato il più grande botanico dell’antichità, vissuto tra IV e III secolo a.C., inserì Orchis, il giovane focoso e bello, nella sua Historia Plantarum. L’etimo della parola “orchidea” è il greco orchis, che significa “testicolo” appunto. I fiori delle orchidee sono ermafroditi, contengono cioè sia gli organi riproduttivi maschili (androceo) che quelli femminili (gineceo). Questa caratteristica ha contribuito ad alimentare credenze popolari che attribuivano loro, erroneamente, poteri afrodisiaci e curativi della sterilità femminile.

Ho voluto riproporre alcune parti dell’orchidea, dando l’idea della sua peculiarità (diversi generi in uno), invitando a guardare senza giudizio e a riconoscere la bellezza nella complessità dell’umano. La sessualità, nella sua interezza, rappresenta una forza primordiale, generatrice di vita, relazione e identità. È voce del corpo ma anche linguaggio dell’anima, spazio intimo e universale. Riconoscerne la diversità e la varietà significa valorizzare ogni esperienza umana come espressione autentica di sé e del proprio modo di essere e amare.

Immagini
Viviana Quattrini, Questa casa mi sta stretta, conchiglie e terracotta patinata.

La Soglia del Contemporaneo —

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